06 Luglio 2008

Lettera ad una ragazza

LETTERA AD UNA RAGAZZA  (RACCONTO)

 

 

Pochi giorni fa, in modo del tutto casuale, mentre stavo spolverando e ordinando i mobili del solaio mi sono imbattuto nei quaderni e nei libri di scuola di mia madre.

 I libri non sembrano neanche avere l’età che hanno: sono ancora tutti rilegati in modo perfetto. Solo lo scotch che tiene attaccato la copertina di rivestimento sembra aver subito le ingiurie del tempo: è ingiallito e in alcuni casi si è scollato. Sebbene fossero chiusi nei mobili, un piccolo strato di polvere ne ha ricoperto le parti più esposte all’aria. Un leggero profumo di polvere misto a muffa e lichene  si alza dai libri quando gli sfoglio: è un odore strano che ricorda quello del sottobosco umido, quando la pioggia ha appena smesso di cadere e i primi raggi di sole invadono l’aria. 

I testi sono sottolineati a matita: un tocco lieve e fino che solo una mano leggera e precisa sa fare. Gli appunti negli spazi tra i vari paragrafi e ai lati delle pagine sono scritti in corsivo: una calligrafia minuta ma allo stesso tempo graziosa e di facile lettura. Le parole sono spaziate in modo regolare e sono tutte leggibili chiaramente, con lettere grandi e curveggianti: la “o” tonda come una sfera;  mentre la “a” leggermente schiacciata,  ricorda vagamente la forma di una mela; la “t” con quel suo trattino corto e leggermente sfuggente è rimasta la stessa di adesso. 

Se chiudo gli occhi me la immagino così: assorta nei suoi pensieri mentre la mano scivola veloce e fluida sulle pagine bianche dei quaderni; con la testa leggermente inclinata su un lato, con una gamba a cavalcioni sull’altra che si muove leggera, quasi impercettibilmente,  al ritmo di un motivo che sta canticchiando sottovoce.

La immagino così mentre studia nella sala dei miei nonni: con gli scuri spalancati e la  luce del sole che le illumina il viso, su cui vi è un sorriso leggermente accennato che non la abbandona mai.

Così, più che pulire e spolverare, mi sono perso nel guardare e nello sfogliare vecchi ricordi dei miei genitori. Nei vari “cimeli” ho trovato anche un suo diario: in mezzo alle pagine c’era anche una sua foto. 

Il viso è regolare con  gli zigomi  leggermente alti e sporgenti, con le guance che accennano ad incavarsi e la fronte alta. La bocca è ben fatta, nè piccola nè troppo allungata, con le labbra colorite leggermente carnose. Il naso è rivolto lievemente all’insù, un pò francese e molto chic. Nella foto sorride, con i capelli corvini che gli scendono lunghi e mossi fin dietro le spalle. La pelle dà l’idea della seta: morbida e vellutata. Il bianco dei denti e del colletto della camicia contrastano con la sua carnagione lievemente abbronzata. Lo sguardo è calmo e sereno, velato da un alone di dolcezza . Gli occhi sono bellissimi: grandi e scuri, profondi e dolci, con le ciglia lunghe, ben distanziati fra loro, dove l’iride d’ebano nuota sorridendo nel calmo mare d’avorio della cornea. I piccoli orecchini che si intravedono le donano un eleganza quasi aristocratica.

“Com’era bella!”,  è stato il primo pensiero che mi è venuto in mente. Non che fino ad allora  non avessi  mai visto una sua foto di quando era giovane, anzi, ma quella foto è davvero particolare: sarà per il fascino del bianco e nero o per via di un non so che, ma quella foto mi è entrata subito nel cuore. E di colpo mi ha fatto pensare a mio padre: chissà com’è stato per lui la prima volta che l’ha vista. Penso che se ne sia innamorato subito. Cosa che non penso sia valsa anche per lei, sebbene non glielo abbia mai chiesto. E quello che mi sono sempre domandato è come mai abbia scelto mio padre; perchè se nè innamorata  benchè potesse scegliere fra molto meglio.

E così ho spulciato attentamente fra mille cimeli, guardando e assaporando ricordi che non mi appartengono, forse per il bisogno di sapere, di conoscere, di capire una parte di me o di farmi qualche illusione su cose che non ho visto, ne ho vissuto di prima persona. Mi sono perso sognando di cose che appartengono al passato; volando con la fantasia in valli i cui segreti sono celati a chiunque non ne sia stato partecipe. Sempre nel suo diario ho trovato questa lettera scritta su carta velina da mio padre. Al tatto  è leggera; soffice come lo zucchero a velo. La prima volta che l’ho letta mi sono sentito un pò come un ladro: mi sentivo come se avessi violato una promessa fatta tanti  anni  fa a una persona di cui non ricordo il volto ne il nome. Mi sono sentito come se avessi rubato qualcosa di unico per mia madre, uno di quei segreti che uno tiene per se; che se lo tiene stretto e nascosto negli anfratti più remoti del proprio cuore. Ma allo stesso tempo ne sono rimasto colpito, e la cosa che più mi ha spaventato era che non ne sapevo il perchè.

Il nome di mia madre non ha importanza, potete chiamarla come volete : Anna,  Maria, è lo stesso, tanto il senso della lettera non cambia e il suo valore non dipende nè da me nè da voi. Più o meno c’era scritto questo:

 

“ Cara........, quando leggerai questa lettera forse sari già riuscita a costruire intorno a te un muro così alto e impenetrabile che queste parole non  ti toccheranno nemmeno, e non so se riusciranno a sfiorare le ali del tuo cuore, che come una piccola aquila  ha uncinato il mio e ora lo sta lasciando grondare.  L’ha preso tra i suoi artigli e l’ha portato in alto, e poi tutto ad un tratto l’ha lasciato andare. L’ha deposto vicino alle sponde di un piccolo ruscello di montagna, dove l’acqua scende limpida e   gorgheggiante, lasciandolo solo.  E ora mi ritrovo ad un tratto  abbandonato e immobile, incapace di capire  e di volere. Vorrei dissetarmi, bere delle acque di quel rivolo, ma non riesco a muovermi. Vedo quel cuore sbattere le sue piccole ali; come un piccolo falchetto immaturo  emette suoni confusi piangendo parole che si perderanno nel vento, si perderanno e moriranno ancor prima di nascere, e stilla sangue da ogni poro. Forse il tuo muro sarà così forte che  queste parole vi si infrangeranno contro  come le onde del mare sulle scogliere, e sebbene siano animate da forze sovrumane  che vanno al di là della nostra comprensione e vengano sospinte da venti possenti, nulla potranno fare di fronte alla solidità della roccia.   

Ma forse è anche per questo che ti ho sempre ammirato: perchè non riuscirò mai ad essere quello che sei tu. Ti ho sempre voluto bene per quello che sei: più bella di me, più brava di me, più intelligente e più forte di me. E ti ho sempre ammirato per questo , ed è quello che a me è sempre mancato e mi mancherà sempre, e che speravo di trovare avendo te. Ho sempre saputo che non avresti mai rinunciato a niente per me, e in fondo non l’ho mai preteso. Mi sarei accontentato di poco: piccoli gesti che mi avrebbero fatto capire che almeno valevo qualcosa per te; di cinque minuti rubati al tuo tempo, quei cinque minuti che mi avrebbero detto che almeno non ero uno come tutti gli altri, che almeno eri contenta di avere un ragazzo come me. 

E invece ora, forse, ti sarai già dimenticata di me. Forse, ora per te, sarò solo un piccolo ricordo, una forma indistinta, che qualche volta riemerge nei tuoi sogni, e forse cercherai di fare di tutto per schiacciarla completamente. Sarò per te come un piccolo soprammobile, neanche tanto bello, che si fa vedere solo per dire: ecco ho anche questo!  E magari verrò spolverato solo nel momento del bisogno, mi cercherai solo quando sarai rimasta sola, con i tuoi dubbi, le tue angosce e i tuoi problemi.

Ma se anche per te non fosse così, se ho mai contato qualcosa per te e in fondo al tuo cuore la stretta del rimorso  è ancora pungente e viva, allora mi chiedo perchè l’hai fatto? Così di punto in bianco, distruggere in un momento quello che avevamo costruito?  Non vorrei che avessi raccolto suggerimenti sbagliati, che ti abbiano dato una spinta verso queste decisioni, e che nei tuoi pensieri più nascosti sai di aver fatto la scelta sbagliata: perchè la luce dei tuoi occhi è ancora  una bellissima stella, e nel tuo sguardo rivedo le parole che sussurrate aleggiavano nell’aria piena di sentimento.  Non ho mai capito perchè mi hai scelto; io stesso ti ho sempre detto che avresti dovuto  prenderti un altro, molto migliore di me. Non ti ho mai meritata, e pensandoci mi accorgo di non aver fatto niente per questo. Mi dispiace di non essere stato il ragazzo che forse avevi in mente e  di non essere stato alla tua altezza."

 

Non so se sia stata questa lettera la pacificatrice di ogni loro problema ed incomprensione. Forse mia madre aveva già deciso che sarebbe andata così. O magari si erano già rimessi insieme prima che lui gliela desse. Anzi, mi viene il dubbio che mio padre non abbia mai avuto il coraggio di farlierla avere, e mi piace pensare che lei l’abbia trovata così, per caso, scoprendo una parte di lui che fino ad allora le era rimasta sconosciuta  o che l’avesse intravista soltanto dietro le ombre velate dei suoi modi e del suo carattere, nascoste dietro il blu dei suoi occhi che come un mare misterioso cela solo a navigatori superficiali i suoi tesori più profondi. Un pò come quel piccolo centro di perfezione  che ognuno di noi possiede fin dalla nascita, quel piccolo nocciolo d’oro che dobbiamo cercare di mantenere puro ed inalterato. Però, papà, lasciati dire che ora mi viene un dubbio: che, forse, se  gliene avessi scritta un’altra, magari a quest’ora saremmo uno in più in famiglia.  Magari la sorella che ho sempre sognato e che non ho mai avuto.

 

Alessio

 

Tags: racconto
 
11 Dicembre 2007

Il cancro è il mio "angelo", afferma un Cardinale cinese

Dopo che gli è stato diagnosticato un tumore ai polmoni lo scorso anno, il Cardinale Paul Shan Kuo-hsi non si è scoraggiato, e anzi ha voluto ispirare altri ad affrontare la vita con coraggio.

Il Cardinale gesuita, Vescovo emerito di Kaohsiung ed ex presidente della Conferenza Episcopale Regionale Cinese a Taiwan, ha iniziato il suo viaggio "Addio alla mia vita" a ottobre.

La sua prima meta è stata Hsinchu, sulla costa nord-occidentale di Taiwan, e da allora ha visitato le altre sei diocesi dell'isola.

"Ho trattato il cancro come il mio 'piccolo angelo'", ha detto ! il Cardinale a ZENIT in un'intervista telefonica. "Mi guida a dire alle persone che dovremmo avere il coraggio di affrontare le sfide della nostra vita".

Il viaggio è terminato mercoledì, quando il porporato ha visitato la Fu Jen Catholic University di Taipei, che gli ha offerto un riconoscimento per il suo amore per la vita.

Il Cardinale Shan Kuo-hsi, che ha compiuto 84 anni domenica, ha affermato di essere "molto felice di essere un testimone del Vangelo" all'ultimo stadio della sua vita.

Il Cardinale ha detto di aver visitato il 22 novembre un centro per tossicodipendenti a Taitung e di aver incontrato 300 ospiti della struttura. "Il cancro - ha detto loro - mi ha fatto capire che trovandomi nell'ultimo stadio della mia vita dovrei fare del mio meglio per contribuire alla società".

Il porporato ha pregato per gli ospiti del centro e ha auspicato che la gente dimostri "amore" per risolvere i problemi della propria vita quotidiana.

La diagnosi del cancro del Cardinale Shan Kuo-hsi è arrivata nel luglio 2006. Il porporato ha detto a quanti ha incontrato di essere rimasto scioccato e che gli era stato detto che aveva ancora 4 o 5 mesi di vita.

"All'inizio ho chiesto al Signore 'Perché io?'. Quando mi sono calmato, ho riconosciuto che è la volontà di Dio", ha osservato. "Voleva che io aiutassi gli altri condividendo la mia esperienza personale con loro".

"Ora penso 'Perché non io?'. Un Cardinale non ha il privilegio di essere in salute per sempre!", ha aggiunto.

Dopo la sua morte, ha spiegato, il suo corpo fertilizzerà la terra di Taiwan, ma la sua anima tornerà a Dio.

Il Cardinale cinese ha lodato l'eroico esempio di Papa Giovanni Paolo II, che ha fatto del suo meglio per vivere anche gli ultimi minuti della sua vita con dignità.

 
27 Ottobre 2007

Domenica 28

Il 28 ottobre, cioè domani [ndr], in Vaticano saranno beatificati 498 martiri della feroce persecuzione religiosa esplosa in Spagna dopo il 1931 e specialmente fra il 1934 e il 1936. Una cerimonia di massa di tali proporzioni non ha precedenti. Aveva cominciato Giovanni Paolo II beatificando nel 1987 tre suore carmelitane che erano state crudelmente massacrate per le strade di Madrid. Poi papa Wojtyla celebrò altre undici cerimonie di beatificazione per un totale di 465 martiri spagnoli. 
Domani saranno dichiarati beati 2 vescovi, 24 preti, 462 religiosi e religiose, 2 diaconi, 1 seminarista e 7 laici, tutti vittime di quella persecuzione. Sarà l’occasione per conoscere una delle più sanguinarie tempeste anticristiane scatenate nell’Europa del nostro tempo ad opera dei rivoluzionari repubblicani (una miscela di comunismo, socialismo, anarchia e laicismo). 
Mai nella storia d’Europa e forse in quella del mondo” ha scritto Hugh Thomas “si era visto un odio così accanito per la religione e per i suoi uomini”. Chiese e conventi (con una quantità di opere d’arte) furono incendiati e distrutti. 
In pochi mesi furono ammazzati 13 vescovi, 4.184 sacerdoti e seminaristi, 2.365 religiosi, 283 suore e un numero incalcolabile di semplici cristiani la cui unica colpa era portare un crocifisso al collo o avere un rosario in tasca o essersi recati alla messa o aver nascosto un prete o essere madre di un sacerdote come capitò a una donna che per questo fu soffocata con un crocifisso ficcato nella gola. 

Ma colpisce ancora di più la volontà di ottenere dalle vittime il rinnegamento della fede o la profanazione di sacramenti o orribili sacrilegi. Qua c’è qualcosa su cui non si è riflettuto abbastanza. [....]


Fonte:  www.antoniosocci.it
 
14 Settembre 2007

I fondamentalisti verdi

La scienza ridotta a numeri da usare spregiudicatamente, il verosimile che si sostituisce alla verità, le emozioni al posto dei fatti. Lo show catastrofista della Conferenza di Roma sul clima è stato sconfortante dal punto di vista scientifico ma segna la crescita di una nuova religione pagana: fondamentalisti verdi a fare da sacerdoti del tempio.

Gli antichi romani, ad esempio, di fronte alla siccità, alla crescita di popolazione ed alle nuove esigenze di Roma costruirono decine di acquedotti che furono un modo fattivo di pensare alle future generazioni. Non si trattava di devastare l’ambiente, ma l’idea del “bene comune” permetteva una umanizzazione del Pianeta. Oggi invece ci si aspetta che piova secondo la media tutti gli anni (possibilmente secondo le nostre esigenze, d’estate dovrebbe piovere di notte per non scontentare contemporaneamente contadini e turisti). Se ciò non accade esiste sicuramente un colpevole, la soluzione allora diventa mettere in atto azioni per “normalizzare” il tempo  meteorologico, affinché la dea Gaia torni a guardarci con occhi benevolo.

I nuovi pagani "adorano" gaia  e disprezzano l'uomo e il buon senso. Sigh!
 
19 Giugno 2007

Quando il laicismo cala la maschera

Messiah Game propone una versione masochistica e orgiastica della Passione di Gesù Cristo, dall’Ultima Cena alla Crocifissione, letta in chiave pornografica. Lo spettacolo è stato realizzato dal coreografo tedesco Felix Ruckert, allievo di Pina Bausch: la rappresentazione è già stata portata in scena in Germania, Francia, Finlandia e Svezia. Lo scempio è previsto per il 27 e 28 giugno nell’ambito del programma del Festival Internazionale di Danza Contemporanea, diretto da Ismael Ivo alla Biennale Danza di Venezia. Proprio in questi giorni si è abbattuta una tromba d’aria al Parco San Giuliano di Venezia che ha provocato numerosi feriti tra i 30 mila spettatori presenti all’Heineken Jammin’ Festival, che è stato poi annullato. Annullato il concerto di Vasco Rossi previsto per domenica. E’ un segno?

FONTE :
http://www.ascoltalaradio.it/
 
05 Giugno 2007

Cari progressisti e libertari, com’è che i pedofili vi fanno schifo?


Invettiva contro i moralisti teorici dell’amoralità
di Francesco Agnoli

Tratto da
Il Foglio del 26 maggio 2007


E allora parliamo di pedofilia! Visto che i sostenitori dell’eugenetica, i fautori dell’aborto, i paladini delle mamme-nonne, degli ibridi e delle chimere, della poligamia come “fatto biologico”, si scandalizzano, sbuffano e si sbracciano contro i pedofili ecclesiastici… Sì, tra gli uomini di chiesa, vi sono dei pedofili, e anche dei briganti, dei ladri, dei bugiardi, dei simoniaci… tutta gente che Dante metterebbe all’Inferno.

Tutta gente che a mio parere passerà davanti, in Paradiso, a Santoro, Augias, Odifreddi e a tanti altri. “Ladri e prostitute – ha detto Gesù – vi precederanno nel Regno dei Cieli”. Noi cattolici lo sappiamo, di essere peccatori, temiamo l’inferno, ci confessiamo e ci battiamo il petto. Però viva ladri e prostitute, viva i pedofili, quelli che lo fanno di nascosto, che se ne vergognano, e che poi, giustamente, pagano. Meglio loro, nel segreto delle loro stanze, nel putridume del loro cuore, nell’abominio del loro segreto vizio, degli intellettuali progressisti e farisei che negano per iscritto il diritto naturale, che avversano il matrimonio dalle loro cattedre ben pagate, che esaltano ogni tipo di libertinaggio, per divenire improvvisamente acidi moralisti. In nome di cosa condannano la pedofilia? I greci non erano spesso pedofili? Il relativismo culturale non è necessario, per essere al passo coi tempi? La morale naturale non è una invenzione della chiesa? Se i sessi sono cinque, perché non possono diventare sei? Se il bambino è un “perverso polimorfo”, perché non può da subito soddisfare i suoi istinti? Se l’incesto non è contro natura, come sostiene Dacia Maraini, sulla scia di filosofi illuministi che lo praticavano persino con i figli, in base a cosa, per Dio, la pedofilia sarebbe cattiva? Non ci avete insegnato questo, in tanti anni? Non ci avete detto, a partire dal 1968, che l’unica regola è che non ci sono regole, che è “vietato vietare”? Non avete clamorosamente taciuto di fronte alla nascita del partito pedofilo in Olanda? Perché diventate ora, a un tratto, così reazionari, bigotti, oscurantisti? Suvvia riscoprite altre radici, riabbracciate un passato più laico. La chiesa non può vantare, tra le sue file, teorici della pedofilia, il pensiero progressista sì. Ricordate la rivoluzione del 1968? Ricordate Gerd Koenen? Scriveva: “Negli asili infantili più radicali le attività sessuali divennero parte integrante dei giochi”. In quegli stessi anni Jean-Paul Sartre, Simone de Beauvoir, Michel Foucault, Jack Lang, futuro ministro francese, firmarono una petizione in cui si reclamava la legalizzazione dei rapporti sessuali coi minori. Daniel Cohn- Bendit, capogruppo dei Verdi a Bruxelles, raccontò addirittura di avere sperimentato e favorito la pedofilia e il sesso coi minori a scuola, come insegnante. Oggi Aldo Busi, forse il più venduto autore omosessuale italiano, spesso ospite di programmi televisivi e radiofonici, candidato nelle liste radicali, scrive: “E’ probabile che nella mia omosessualità ci sia una forma di attrazione non verso i maschi, ma verso l’odio che mi suscitano tutti gli uomini, odio che il fare sesso con loro non fa che aumentare…”. Dopo di che spiega che l’età per rapporti omosessuali che lui ritiene lecita è a partire dai tredici anni, in quanto a questa età un ragazzo, secondo lui, sarebbe adulto, e libero di decidere di avere rapporti con un altro uomo (“Manuale per il perfetto papà”, Mondadori). Il grande Nichi Vendola, governatore della Puglia, in una intervista del 1985 a Repubblica affermava: “Non è facile affrontare un tema come quello della pedofilia ad esempio, cioè del diritto dei bambini ad avere una loro sessualità, ad avere rapporti tra loro, o con gli adulti, e trattarne con chi la sessualità l’ha vista sempre in funzione della famiglia…”. Caro Santoro, facci vedere il filmato ciofeca sui preti pedofili, dicci che è tutto vero, e spiegaci quello che pensi: che per una volta sei d’accordo con la chiesa, che si è finalmente aperta, che è divenuta comprensiva… e spiega ai cattolici progressisti che, per fortuna, i preti non sono tutti come Ruini e Bagnasco… Poi tornatene a Strasburgo, dove ti eri fatto eleggere.
 
31 Maggio 2007

La rabbia e l'ignoranza

Certo è "strano", ma proprio "strano" che certi documentari escano per caso dal cilindro di qualche cappellaio laicista dopo la grande manifestazione romana del Family Day.
La rabbia di questo rigurgito laicista brucia dolorosamente da quando hanno perso il referendum sulla fecondazione assistita. Poi ci hanno riprovato a dar battaglia con l'eutanasia: ma visto che questa (secondo un piano ben stabilito) deve essere l'ultima allora si son dati un gran daffare ad abbattere la famiglia.
Stendiamo un velo pietoso sul fatto che questi attacchi vengano proprio da chi si professa cttolico e magari fa la comunione tutti i giorni... o quasi.

Ma si sa: la grande battaglia non è fuori dalla Chiesa, ma all'interno di essa. Tra i cattolici e la grande maggioranza che cattolica non è ma pensa di esserlo a modo suo.
Sono coloro cioè che separano la vita dalla fede.

E dopo aver visto lo schifo di trasmissione di Santoro, non voglio  pensare a quei cattolici che sono culo e camicia in parlamento con quella gente lì ... stanotte potrei anche vomitare!
 
01 Ottobre 2006

Lettera di un bambino abortito

Cara mamma,

tu non mi conosci in quanto, quand’ero ancora nel tuo grembo, hai deciso che la mia vita venisse soppressa con l’aborto. Ma, rifiutato dagli uomini, sono stato raccolto dal Signore che ha detto: "Si di mentica forse una donna del suo bambino, così da non commuoversi per il figlio delle sue viscere? Anche se queste donne si dimenticassero, io invece non ti dimenticherò mai" (Is. 49,15). E Dio d’amore, in virtù dei meriti di Gesù Cristo e delle preghiere della Chiesa e di tutti i santi, mi ha portato nel Paradiso.

Essendo morto da piccolo, non in grado quindi di compiere il bene ed il male e di discernerlo, non sono stato sottoposto al giudizio come invece accadrà a te ed agli altri uomini nel momento della morte. Io so che sei stata sedotta da certi falsi maestri che,  come Lucifero con Eva, ti hanno fatto credere che si trattava "solo di un’interruzione della gravidanza", mentre il Papa con l’enciclica "Evangelium vitae" ha chiarito che inveceè un peccato mortale. So che non hai mai letto la Bibbia e neppure tale enciclica, mentre preferivi passare ore davanti alla televisione, strumento utile ma che gli uomini hanno reso un moderno vitello d’oro.

Se tu avessi letto la Parola di Dio avresti meditato il libro sapienziale del Qoelet che insegna "Per ognicosa c'è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo". Avresti quindi atteso il momento propizio per compiere quegli attid’amore che mi hanno dato vita in un momento per te indesiderato.
Credendoti libera ed emancipata secondo le teorie del mondo, ti sei trovata "prigioniera" della mia presenza che ti avrebbe impegnata in compiti e responsabilità per le quali non ti sentivi matura. Nonostante i consigli di chi, ispirato da Dio, ti stimolava ad affidarti comunque alla Sua Provvidenza, come fece Agar nel deserto ed altre donne bibliche antesignane di Maria Santissima che ha avuto la massima fiducia in Dio, tu hai preferito sbarazzarti di me. Padre Pio , durante la confessione di una donna che aveva abortito, le mostrò in visione un papa osannato dalle folle dicendole che Dio aveva progettato per suo figlio un tale ruolo.

Ma io, dal Paradiso, ti amo lo stesso e prego perché tu ti salvi. In molti casi la preghiera dei bambini abortitièl’unica orazione, unita a quella di qualche familiare,recitata incessantemente a favore della loro madre. Se sentirai dei rimorsi, sappi che, come ès uccesso a tante madri che hanno abortito, tali rimorsi sono una grazia che va accolta e perfezionata con la confessione del tuo grave peccato, che il Signore d’infinita misericordia arde dal desiderio di perdonare; ma non può farlo senza il tuo pentimento. Non trascurare tale grazia ed affrettati a sbarazzarti del grave peccato.

Da tale peccato devi liberarti il più presto possibile per la tua serenità e per la gioia di Dio che ha detto "Così, vi dico, ci sarà più gioia in cielo per un peccatore convertito, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione" (Lc. 15,7).

Poiché ti amo non desidero che tu, incurante dei richiami alla conversione ed al pentimento, finiscanell’inferno che esiste ed è esattamente come la Madonna, mia Madre incielo, l’ha mostrato ai veggenti di Fatima e di
Medjugorje . Anche se andrai da medici o psicologi per tentare di allontanare il "rimorso provvidenziale",  nessuno di loro potrà mai cancellare la tua colpa, ma un sacerdote sì.

Tuo figlio mai nato
 
02 Maggio 2006

Garth ritorna ad essere il numero 1

Il 10 febbraio 2006 la RIAA (Recording Industry Association of America) ha certificato il sorpasso di Garth Brooks su Elvis.
Garth ritorna così ad essere il singolo artista più venduto della storia della musica americana.

Ora siamo a 116 milioni di copie vendute e il "Double Live" vola a 20 milioni di copie diventando l'album country più venduto nel mercato americano (supera "Come on Over" di Shania Twian) e l'album live più venduto nella storia della musica.


Via Garth sei sempre il numero 1
 
21 Febbraio 2006

Idendità

ll problema grave oggi è che gli europei non hanno più il senso della loro identità. Di conseguenza ritengono che tutte le culture siano uguali. Donde la famosa questione del multiculturalismo che è affare molto diverso dal pluralismo. Una società pluralista dà ad ogni cultura un valore. Il multiculturalismo, invece, sottintende che tutte le culture siano uguali perché tutte valgono zero.
 
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